Animal Liberation contesta la gestione della cooperativa Caleidos

Aggiornamento: sono disponibili online le intervista di RadioBau a Lilia Casali, dove si denunciano la gestione dei Canili di Savignano e San Giovanni in Persiceto. Si possono ascoltare qui (la seconda parte inizia a circa 8′):


Animal Liberation contesta la gestione della cooperative Caleidos del Canile Intercomunale di Savignano sul Panaro perché oltre alle docce gelate che spesso investono i cani durante le operazioni di lavaggio dei box (coi cani dentro, mentre ci sono dieci aree di sgambamento in cui si potrebbero far uscire i cani di dieci box), oltre al getto potentissimo, spesso rivolto a casaccio, anche verso le cucce e le coperte poi fradicie di acqua, c’è la solitudine dei cani lasciati soli venti ore al giorno, c’è un modo assurdo e irragionevole di organizzare la distribuzione delle terapie, c’è un canile che già trovarlo è difficile e quando si arriva è chiuso perché dalle 13 al mattino dopo non c’è nessuno…ci sono i cani morti per i quali ho chiesto l’autopsia, ma per i quali non ci è stata data alcuna risposta… c’è la relegazione delle volontarie Animal Liberation a funzioni marginali, c’è la sgarbatezza e irritazione nei loro confronti allorché segnalavano cose che non andavano, c’è la direttrice, Sabrina, che quando ha deciso di passare dalle mangiatoie con cibo continuo a disposizione (scelta legittima), con una scelta avventata e inopportuna è passata al cibo una sola volta al giorno, invece di gradualizzare con diverse somministrazioni al giorno, diminuite man mano…così ha mandato in stress tutti i cani, che si sono visti portar via il cibo, sparito all’improvviso…c’è altro? Sì, c’è che mancano i pesi dei cani scritti da qualche parte, perché evidentemente non interessa nessuno monitorarli, c’è che non c’è neppure una bilancia…! E c’è che per aver segnalato queste cose e aver chiesto cambiamenti, il gestore del canile ovvero la cooperativa sociale Caleidos adesso rifiuta di rinnovare la convenzione per il volontariato in canile a titolo gratuito con Animal Liberation…!


Rassegna stampa e articoli online

  • Bologna, acqua gelata sui cani per lavare i box, (repubblica.it)


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– Caleidos Cooperativa Sociale
– CANILE INTERCOMUNALE DI SAVIGNANO SUL PANARO
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Servizio di ètv andato in onda il 16 dicembre 2016

Fari puntati sul Canile di Bologna – Animal Liberation: commissione consiliare per approfondire le accuse di presunte irregolarità. La direttrice respinge con forza le illazioni: "mai nessun arrivo clandestino di animali"

Geplaatst door Ètv op vrijdag 16 december 2016

via https://www.facebook.com/etvrete7

Il Consiglio di Stato ci dà ragione su volpi e colombi e “boccia” la decisione del TAR

(segue l’articolo pubblicato da: [email protected])

Il sindaco di Copparo, in provincia di Ferrara, aveva emanato un’ordinanza per l’uccisione di Volpi e Colombi contro cui hanno fatto ricorso Animal Liberation e Vittime della caccia

Roma, 29 gennaio 2016 – Il sindaco del Comune di Copparo (Ferrara)  nel 2014 emana l’ordinanza n. 24 con oggetto: “Disposizioni per il controllo e la limitazione delle volpi e dei piccioni domestici” in sostanza finalizzata all’abbattimento di questi animali. Le associazioni Animal Liberation e Vittime della Caccia presentano ricorso al TAR contro l’ordinanza del sindaco di Copparo e contro Arcicaccia-Comitato Regionale Emilia Romagna e ne chiedono la sospensiva. A febbraio 2015 il TAR respinge il ricorso e addirittura condanna le associazioni a pagare le spese.
“Ma non ci siamo rassegnati”, dichiara Lilia Casali, presidente di Animal Liberation “anche il nostro avvocato, Massimo Rizzato, era convinto che si trattasse di una decisione sbagliata e ci ha esortati a ricorrere al Consiglio di Stato. Ha presentato il ricorso e il Consiglio di Stato gli ha dato pienamente ragione, accogliendo le argomentazioni esposte. La sezione V, con ordinanza collegiale n. 1639 del 16/4/2015,   ha accolto la nostra istanza “bocciando” la decisione del TAR”. Le associazioni ricorrenti hanno sostenuto l’incompetenza del Comune di Copparo ad autorizzare il piano di controllo della specie “piccione domestico” in ambito rurale, eccesso di potere, sotto i profili dell’illogicità e del difetto di motivazione. Il Consiglio di Stato ha accolto queste motivazioni ed ha dichiarato la mancanza dei presupposti affinché il Sindaco del comune di Copparo potesse adottare ordinanza ex art. 54 D. Lgs. n. 267 del 2000 riguardo all’autorizzazione all’abbattimento delle specie animali “volpe” e “piccione domestico”. E’ quanto riferisce una nota delle associazioni. In particolare, e più precisamente, viene rilevata la carenza di motivazione della gravata ordinanza sindacale riguardo alla sussistenza di tali presupposti. Inoltre l’ordinanza non indica, come invece avrebbe dovuto indicare, quali siano gli effettivi pericoli per la salute pubblica attualmente e direttamente derivanti dalla presenza di tali specie di animali, nonché le ragioni per le quali a tali pericoli non possa essere fatto fronte mediante ricorso agli ordinari strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale e dai correlati atti pianificatori assunti a livello regionale e provinciale. Parimenti l’ordinanza non indica altri elementi essenziali – sostengono le associazioni – quali il numero di volpi e piccioni presenti nel territorio comunale (mediante le relative operazioni di censimento), nonché il numero di questi animali che si ritiene eccessivo (con relativa documentazione probatoria) e che sarebbe, quindi, soggetto ad abbattimento. A questo punto il TAR è obbligato a prendere atto del verdetto del Consiglio di Stato:  l’ordinanza del sindaco di Copparo sindacale viene dichiarata illegittima e annullata. Conclude Lilia Casali: “Chi ha vinto veramente sono le Volpi e i Colombi”.